Bibenda

Fondazione Italiana Sommelier

RECENSIONE 2017
Ai bordi della piana eporediese di Ivrea, plasmata dall’immenso ghiacciaio durante il Quaternario, è situata una barriera collinare denominata Serra dove su circa 5 ettari di terreno, tra la Serra Morenica e il lago di Viverone, sorgono i vigneti dell’azienda La Masera. Appellativo locale, La Masera, usato per indicare i grossi muri di pietra, “masere”, che demarcano i campi, esattamente come quello che sostiene nel suo terrazzamento il primo terreno acquistato per avviare l’attività. Una produzione che tiene conto solo di vitigni autoctoni come Freisa, Vespolina, Neretto, Nebbiolo, Barbera ed Erbaluce di Caluso. Ed è proprio quest’ultimo a dominare la scena con ben due tipologie: il bianco, per brio aromatico e fruibilità e, il passito, che con tutto il suo prezioso carico di unicità e piacevolezza si piazza al vertice della batteria presentata in degustazione. Vini che rappresentano veri punti di forza dell’azienda, realizzati da un’uva storica del Piemonte che trae sì specificità e unicità proprio dalla magica composizione del terreno ma che è interpretata al meglio dagli enologi Davide Boglia e Claudio Dacasto con la collaborazione dell’agronomo Domenico Franco. Da non sottovalutare anche il resto della produzione con il Nebbiolo Canavese che si è distinto mostrando un appeal convincente e per chiudere uno sfizioso Canavese Rosato. Insomma ce n’è per tutti i gusti!
Anima 2015: Paglierino con riflessi verdolini. All’olfatto si presenta piacevolmente agrumato con note di cedro e scorza di limone, fruttato di mela verde e pesca bianca, floreale di biancospino su di un fondo delicatamente minerale e vegetale. Bella sapidità al sorso, viva freschezza e netti ritorni ammandorlati nel finale. Acciaio per 6 mesi.
Macaria 2014: Paglierino brillante. Ventaglio olfattivo variegato ed intrigante di tiglio, mughetto, fresia bianca, gelso, pesca tabacchera, pompelmo maturo, vaniglia, pepe bianco, zenzero candito incorniciati da viva mineralità. Sorso vellutato sostenuto e puntellato da freschezza agrumata con finale floreale e vegetale. 30% della massa in acciaio e 70% in barrique per 10 mesi.
Venazia 2007: Ambrato luminoso. Olfatto complesso e raffinato di fichi essiccati, caramella d’orzo, miele di castagno, pesca sciroppata, albicocca disidratata, mallo di noce, amaretto, mandorle zuccherate, zafferano e zucchero filato su di un sottofondo leggermente iodato ed etereo. Palato denso, succulento con un’eco fresca che bilancia il finale. Barrique per 30 mesi.
Rosato 2015: Cerasuolo con striature ramate. Esordio minerale, quasi ematico, poi ciliegia fresca, fragolina di bosco, pompelmo rosa, foglie di carcadé e pepe rosa. Aggraziato al palato con lunga scia di agrumi e ciliegia. Acciaio per 4 mesi.
Bolle 2011: Cerasuolo intenso con lampi corallo. Apre a sensazioni di ciclamino, ciliegia rossa croccante, melograno, fragoline di bosco e cenni erbacei e minerali. Fresco e sapido nello sviluppo gustativo con leggera nota ammandorlata nel finale. Acciaio per 6 mesi.
Monte Gerbido 2014: Rubino con maglie porpora. Intensi sentori fruttati di amarene, prugna e ribes che s’intrecciano a note floreali di peonie, rose e fresie, a delicata speziatura e tratto vegetale. Fluisce al palato con sferzante acidità per chiudere con sapidità e note fruttate. Acciaio per 6 mesi.
Bibenda 2017 assegna:
4 grappoli – Erbaluce di Caluso D.O.C.G. Macaria 2014
4 grappoli – Erbaluce di Caluso Passito D.O.C. Venanzia 2017
3 grappoli – Erbaluce di Caluso D.O.C.G. Anima 2015
3 grappoli – Canavese Rosato D.O.C. 2015
3 grappoli – Canavese Rosato Spumante D.O.C. Bolle 2011
3 grappoli – Canavese Barbera D.O.C. Monte Gerbido 2014